Il caos armonico de La Habana: una città fatta di musica.


America centrale e del Sud, Cuba / venerdì, giugno 16th, 2017

Era una semplice giornata di agosto, quando mia madre mi disse: A febbraio vado a Cuba, vuoi venire? Io, studentessa del quarto anno di ingegneria, totalmente cosciente della sessione di esami che avrei avuto a febbraio, non ho esitato un istante: Sì, voglio venire! Nella vita c’è chi studia, io voglio viaggiare.

Dopo mesi di attesa e un interminabile viaggio in aereo con partenza da Milano e scalo a Madrid, eccoci a L’Habana.
Svegliandomi da una rigenerante dormita, mi sono ritrovata di fronte ad una delle colazioni più belle del mondo. Alloggiavamo in una tipica “Casa particular” e, come è solito, i proprietari ci tengono a farti iniziare la giornata al meglio: pane tostato con mantequilla (burro in spagnolo) e marmellata, miele, frutta esotica di tutti i tipi, uova strapazzate con prosciutto e formaggio, latte, caffè e frullati di frutta, ogni mattina con un frutto diverso!
Pronte per scoprire La Habana, siamo uscite di casa e siamo salite su un autobus che ci avrebbe portato a La Habana Vieja, il centro della città. Mi sono ritrovata in una realtà totalmente differente dalla nostra: autobus strapieno di gente vestita con canotte, pantaloncini ed infradito, le donne con i più svariati profumi, i ragazzi (veri uomini di altri tempi) preoccupati di far sedere tutte le donne che salivano sull’autobus e la musica a palla. La musica. C’era musica ovunque, in ogni angolo di strada ed in qualsiasi mezzo di locomozione.

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Man mano che ci avvicinavamo al centro si poteva notare, guardando dal finestrino, il degrado della città, mischiato all’odore del mare. Scesa dall’autobus, ho passeggiato lungo un vialone che mi ha condotto fino al Capitolio National, un imponente edificio del 1929, simbolo della città. Lì di fronte ci siamo imbattute nella prima “fregatura” della vacanza: Alberto. I cubani, molto orgogliosi della propria patria, guadagnano da vivere anche interagendo con i turisti, consigliando loro cosa fare e portandoli in giro. Il consiglio è: state attenti, sono molto disponibili ma bisogna capire di chi fidarsi. Alberto ci ha fermato e con modi molto cordiali ci ha convinto che fosse “la giornata delle cooperative del tabacco”, portandoci poi in un posto in cui si potevano acquistare i sigari al prezzo di fabbrica. Felici, ne abbiamo comprate due scatole; non sto qui a raccontarvi il dispiacere che abbiamo provato quando in seguito abbiamo trovato il doppio dei sigari ad un terzo del prezzo! Fortunatamente la maggior parte dei cubani sono persone oneste, così subito dopo ci siamo imbattute in Raphael, il quale ci ha portato a passeggiare per i posti di maggior interesse della città, con tanto di tappa nel locale in cui abbiamo bevuto il mojito più buono di sempre, accompagnate da una rigenerante musica dal vivo. Terminato il giro, Raphael ci ha consigliato un posto in cui andare a mangiare qualcosa di tipico. Cosa si mangia di tipico a Cuba? I piatti oscillano tra i 10 e i 15 CUC (1CUC=1€) e prevedono tutti riso con fagioli ed insalata mista, accompagnati da pollo, maiale, gamberi o aragosta. Una cucina povera ma molto salutare.

L’impatto con la città é stato strano: al degrado degli edifici si contrappone la felicità e la spensieratezza degli abitanti. Una città povera ma allo stesso tempo ricca di vita, di musica e di orgoglio. Ho visto bambini sorridere giocando a palla o a nascondino tra le vie, donne soddisfatte e fiere di stare dietro ad un banchetto di frutta e verdura del proprio orto davanti la porta di casa, uomini orgogliosi di fare i più svariati lavori seppur in condizioni pessime. Il giorno dopo siamo andate alla stazione dei taxi per prenotarne uno che ci portasse a Viñales e poi, dopo una tappa veloce a Plaza de la Revolución, abbiamo passeggiato per il corso principale, totalmente avvolto dalla musica. Ogni 10 metri ci fermavamo in un locale ad ascoltare i cubani suonare con i più svariati strumenti. Tutto era musica. Chiunque ballava. Poi, abbiamo girato in un viale improvvisamente sempre più ricco e curato e per sbaglio siamo capitate in Plaza Vieja, meravigliosa! Sembrava di essere in un’altra città, tutta la ricchezza del posto é concentrata in quella piazza. É stato incredibile passare da strade totalmente degradate, con edifici crollati in pezzi e spazzatura ovunque, a quella piazza curata nei minimi dettagli.

Cuba2017 (3)
Musica ovunque.
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Condizioni di lavoro.
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Scene di vita quotidiana.
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I vicoli de La Habana.
Cuba2017 (5)
La Plaza Vieja.

La sera avevamo prenotato, su consiglio di Raphael, un ristorante in cui avrebbero suonato i Buena Vista Social Club, un’orchestra di musica tradizionale cubana. Dopo cena é iniziato lo spettacolo: un susseguirsi di musica, danze e canti. Sarà stato per l’atmosfera coinvolgente o per i troppi mojito ma alla fine della serata erano tutti sul palco!
Il giorno dopo siamo partiti per Viñales (ma questa é un’altra storia, che vi racconterò in un altro articolo..) e dopo un tour di 10 giorni in questo meraviglioso paese, siamo rientrati per l’ultima notte a La Habana. Sfinite dal viaggio, ci siamo godute l’ultima serata sedute in un tavolino di un carinissimo locale situato in un vicoletto pedonale molto suggestivo. Ricordate quando vi ho detto che La Habana è musica? Ecco, la nostra ultima serata è stata accompagnata da un susseguirsi di artisti di strada che giravano per i tavolini, suonando e cantando! Finalmente siamo riuscite a chiedere il titolo della canzone “tormentone” del viaggio ad un anziano signore, il quale si è fermato davanti a noi a suonarla. (Se vi state chiedendo quale sia, eccola qui: Chan Chan dei Buena Vista Social Club, è praticamente la Despacito di Cuba!).

Prima di rientrare definitivamente, non poteva mancare un bel mojito alla Bodeguita del Medio, uno storico locale frequentato da Ernest Hemingway e Pablo Neruda. Con le pareti autografate dai passanti, stracolmo di gente che ballava sulle note di un ennesimo gruppo di artisti, il locale è stato l’ultima sorprendente scoperta che l’isola di Cuba ci ha regalato. La Havana è musica, danza, arte, storia, mercatini di antiquariato all’aperto, vicoletti, grandi piazze, natura, colori, divertimento, buon cibo e macchine d’epoca.

Allora, ancora non hai preparato le valigie?

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