Suggestioni alsaziane: il preludio sentimentale di un piccolissimo on the road


Europa, Francia / giovedì, giugno 14th, 2018

Premetto che sto scrivendo questo articolo ascoltando i Rolling Stones, che forse sono quanto di più distante ci possa essere dal mondo che l’Alsazia rappresenta. So che forse dovrei mettere su Edith Piaf ma so anche per certo che nella tua testa è partito il I CAN’T GET NO SATISFACTION! violento ed è proprio su queste note che mi sento di sottolineare la poesia dei luoghi che abbiamo visto in Alsazia.

Forse sarò breve e concisa, forse no. Ma l’importante è essere sinceri, giusto?

Hai presente quando rivivi alcune scene della tua infanzia? Quando nonna ti preparava la merenda nei pomeriggi d’estate e quando giocavi in giardino con il costume addosso? Non so spiegarti bene perché ma mettendo piede in Alsazia la sensazione è stata più o meno la stessa.
Si sente quel profumo delizioso di pane appena sfornato, che sa di croccante, di farina bianca, di buono. Il naso è inondato dall’odore di dolci da forno, di biscotti, di quell’aria che ti fa sorridere come i bambini di fronte al ciambellone con la Nutella.

Capito a cosa mi riferisco?

E la vedi lì, proprio lì, quell’atmosfera colorata di spensieratezza e di dolcezza che inonda le strade. Senti la musica, vedi volare gli uccellini dei cartoni animati, senti parlare le cose. So che sembro matta ma qualcuno una volta disse che Tutti i migliori sono matti (non è per tirarmela ma solo per farti entrare nel mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie. Avevi capito, vero?).
Complici le tonalità pastello, gli alberi e i fiori rigogliosi che costruiscono la città, il sole che sembra ballare e la musica suonata in moltissimi angoletti, camminare per le stradine alsaziane è stato come saltellare in un prato verde intenso. E a volte mi sono ritrovata realmente a saltellare!

Mi sentivo innamorata della vita, estremamente riconoscente nei confronti di tutta la bellezza di cui ero circondata.
Mi sentivo parte di qualcosa di più grande che prescinde dai problemi che creiamo quotidianamente (a volte appositamente) per complicarci l’esistenza.
In effetti, mi sentivo e basta.

Avrei voluto stillare la delicatezza infinita con la quale Strasburgo e Colmar ci hanno accolto. Avrei voluto farne un profumo e regalartelo.
Avrei voluto scrivere una canzone e suonarla insieme agli artisti di strada incontrati. Avrei voluto trovare il modo giusto per esprimere l’arte che evapora dalla pelle di questi luoghi.

Perdersi tra le vie di queste cittadine è un errore squisito, camminare leggeri è un regalo a se stessi.
Lasciarsi andare e ballare per strada è una poesia camuffata da follia.
Visitare i luoghi che vivono i locali è un bellissimo dovere.
Mangiare in modo fugace assaggiando tutto è un modo per ringraziare.
Plasmarsi sugli eventi è una conseguenza della libertà dell’animo vagabondo.

E così, da brave nomadi, ci siamo abbandonate ai flussi di pensieri e di emozioni, dando spazio alle parole e alla loro arte.

Questo è solo l’inizio dei nostri racconti sull’Alsazia. Dobbiamo ancora raccontarti di Strasburgo, della magia di Colmar, di mercati, di biscotti, di ampolle di the, di favole e di discussioni parlamentari.

Fidati, vale la pena aspettare il prossimo articolo! 

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